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Recensioni del genere sono più uniche che rare di questi tempi. Di cosa stiamo parlando? Di una azienda Italiana che ha appena deciso di entrare nel campo degli alimentatori per PC, con un particolare occhio di riguardo al mondo dell’overclock. Oggi abbiamo il piacere di presentarvi l'alimentatore Nilox SRM-850, caratterizzato da un wattaggio continuo di 850W, connessioni parzialmente modulari e certificazione 80Plus Bronze. Una particolarità di questo modello, come vedremo nell’intervista all’ideatore del progetto, è il fatto che i test iniziali e la progettazione dell’unità sono stati fatti tenendo a mente la pratica dell’overclock estremo. Scopriamo insieme Nilox ed il suo primo modello, e facciamo una chiaccherata con Francesco Amore. Buona Lettura !

 

 

Qualche dettaglio su Esprinet e Nilox:

esprinet LOGO

 

 

INTRO

 

Ecco la presentazione dell’unità da parte del produttore:

Nilox SRM Series, perfetto connubio tra potenza ed efficienza, sempre superiore all'82%. SRM-850 è infatti certificato 80+ Bronze. Gli alimentatori SRM sono progettati per fornire tutta la potenza necessaria ai moderni componenti, sulla Single Rail +12V: SRM-850 è infatti in grado di erogare stabilmente 70A sui +12V.   Per garantire la massima flessibilità in fase di assemblaggio, il design dei cavi è modulare, così che sarà possibile scegliere quelli veramente necessari. Questo consentirà anche di eliminare zone di aria calda nel case, perchè il flusso di aria fresca esterna non sarà più ostacolato. SRM-850, oltre al cavo di alimentazione fisso a 4+4pin per la CPU, ne include un altro modulare nella scatola così che si possa decidere in base alla necessità se utilizzare due cavi 4+4pin per alimentare la CPU e uno PCI-Express 6+2pin per la scheda video, oppure un cavo 4+4pin per la CPU e due cavi PCI-Express 6+2pin per alimentare una configurazione con due schede video in SLI/Crossfire. Un aiuto ulteriore nell'ordinare i cavi all'interno del case è fornito da 5 fascette Velcro fornite in bundle. La linea di alimentatori SRM di Nilox ha una garanzia di 5 anni.

 

Ricordiamo che Nilox a listino, sempre relativamente alla serie SRM, ha anche i seguenti modelli:

 

SRM-700: http://www.nilox.com/it/scheda/nilox/SRM-700.htm

SRM-600: http://www.nilox.com/it/scheda/nilox/SRM-600.htm

 

Sebbene non abbiano ancora la certificazione 80Plus, sappiate che presto otterranno lo standard 80Plus Bronze da Ecova Plug Load Solutions.

 

Il nostro fine è analizzarne il corretto funzionamento in un sistema particolarmente potente, che permetterà di replicare le condizioni di massimo utilizzo di quest’unità. Siamo stati in grado di testarlo fino a poco meno di 980W di consumo, direttamente a monte della presa di corrente, e come vedremo si è dimostrato un ottimo modello, capace di reggere quindi un i7 920 overcloccato ed overvoltato, assieme a due GTX480 in SLI sotto furmark. Ricordiamo che questo modello di GPU è uno dei più problematici sotto il punto di vista del consumo energetico, a maggior ragione se overvoltate, nel qual caso si raggiungono livelli davvero senza paragone per due sole schede video. Qualora foste interessati a modelli della concorrenza di ultima generazione, state certi che quello che vedrete oggi sarà lo scenario peggiore, quindi non dovrete minimamente preoccuparvi.

 

L’alimentatore in questione, dati i 980W AC, è stato quindi testato con un carico di poco inferiore al 100% quindi al massimo del suo reale potenziale. Nonostante ciò, preannunciamo che è stato perfettamente in grado di reggere questo carico continuo, e quindi promette molto bene con carichi decisamente importanti. Rimandiamo al capitolo “Configurazione di test” per le impostazioni utilizzate.

 

Il prezzo consigliato è di circa 119.90 euro IVA inclusa (nel corso dell’intervista affronteremo la questione nel dettaglio, poiché lo street price è sensibilmente inferiore ovvero circa 100 euro) e la disponibilità in commercio immediata.

 

NILOX SRM-850 Prodotto recensito da Matteo Trinca in data 5 Marzo 2014. Voto:4. Prezzo medio in Italia 100

 


 

Abbiamo pensato che fosse interessante scambiare due chiacchere con l'ideatore di questo progetto, ecco a voi quindi una piccola intervista con Francesco Amore, IT Product Manager di Nilox.

 

  • Nell’attuale panorama dell’high tech, dove si inserisce Nilox ?

Nilox è storicamente un marchio attivo nel mercato B2B (ovvero quello professionale, per le aziende), ma da circa 2 anni è in atto un’espansione verso il mondo Consumer/Enthusiast (B2C), vedere ad esempio tutti i prodotti sportivi come le Action Cam Foolish e F-60, e la nuova linea di alimentatori SRM. Queste nuove gamme sono necessariamente molto diverse rispetto ai prodotti del passato, perché molto diversi sono i mercati di riferimento. Si tratta di un ampliamento dell’offerta, non di una migrazione da B2B a B2C.

 

  • Abbiamo notato una particolare predisposizione degli alimentatori Nilox SRM per l’overclock estremo, puoi spiegarci meglio?

Si può dire che l’overclock estremo sia il campo di applicazione che stressa al massimo i componenti hardware: proporre quindi un alimentatore testato in quelle condizioni, significa automaticamente attestarne la bontà. Inoltre, cosa non trascurabile, sono anche io un overclocker e dopo una decina d’anni di utilizzo di azoto liquido mi sembrava che ci fosse bisogno di componentistica “meno fronzoli” e più “sostanza e rapporto qualità/prezzo”. Ecco qual era la mia idea quando ho iniziato a lavorare al progetto SRM! Inoltre, al progetto, hanno preso parte altri overclocker, con consigli e suggerimenti preziosissimi. Tra gli altri, devo ringraziare in particolare TheKing e Pixy, i quali stanno già utilizzando per overclock come Beta Testers gli SRM da molti mesi prima dell’uscita sul mercato!

 

  • La garanzia di 5 anni, associata all’MSRP aggressivo, rende questa serie molto promettente; quali sono dunque le ragioni di questa scelta?

Come dicevo poco sopra, produrre un alimentatore da 300 o 400 Euro che sia da 1KW 80+ Platinum non è complesso, basta appunto “ribaltare” il prezzo sul consumatore. La nostra idea partiva da un punto di vista molto diverso rispetto ai vari brand americani e asiatici: ci siamo chiesti se avesse veramente senso proporre a prezzi molto alti degli alimentatori 80+ Gold, Platinum o Titanium, visto il periodo economico che l’Europa (in particolare l’Italia) sta attraversando. La risposta è stata netta e ci siamo quindi spinti nella direzione che oggi vediamo nel prodotto finito: questo perché, semplicemente, sono anche io prima di tutto un “consumatore” e so bene quanto sia costoso comprare HW di un certo livello, in particolare per l’overclocking.

 

  • Nilox sta pianificando l’espansione della propria linea produttiva verso altri settori, o potremmo aspettarci in futuro varianti tese al mondo dell’overclock?

Al momento il focus è su due macro-aree, ovvero Tecnologia per lo Sport e IT. All’interno di queste due categorie c’è moltissimo da fare, l’importante è prendersi i tempi giusti e non uscire sul mercato con prodotti raffazzonati. Per quanto riguarda altri prodotti oc-oriented, noi siamo in prima linea ma ricordo che è un ambito molto “pesante” per la componentistica e quindi a maggior ragione bisogna testare a fondo e pensare bene ai prodotti. Ad esempio per gli alimentatori SRM ho iniziato il progetto quasi 2 anni orsono.

 

  • L’attuale crisi economica porta le aziende a ripensare l’intero processo di produzione, Nilox ha scelto di abbattere i costi accessori, ma per quanto concerne la qualità delle componenti installate?

Quando decidi di fare un prodotto e di dare garanzia di 5 anni, abbassare la qualità della componentistica è un boomerang letale. Anche sulla grande scala, il buon vecchio detto “Chi più spende, meno spende”, è attualissimo. Anzi, in realtà per le nuove linee prodotto la qualità è di un altro livello rispetto ai prodotti dedicati al B2B. Non perché questi siano fatti male (abbiamo un RMA sugli alimentatori “professionali” che si attesta tra l’1,5 e il 3% a seconda del modello) bensì perché il tipico PC da ufficio ha requisiti prestazionali molto inferiori, l’importante è che funzioni per anni e anni senza interruzione e che costi il meno possibile. Questo ci ha causato molti problemi in effetti negli anni scorsi, perché degli assemblatori poco informati hanno utilizzato gli alimentatori Nilox da B2B con basso wattaggio in configurazioni Home (più “demanding” quindi) e il risultato è stato un numero di RMA superiore alla media di cui parlavo prima. Ecco perché abbiamo fatto delle attività di informazioni ai rivenditori, per sensibilizzarli su quali modelli utilizzare a seconda delle configurazioni.

 

La certificazione Ecova è molto importante per discernere le varie categorie di prodotti, i modelli da 600 e 700W quindi saranno certificati ? In termini di garanzia ci saranno differenze con l’SRM-850?

  • In termini di garanzia, tutti i modelli godono già da ora di 5 anni. Per la certificazione anche del 600 e 700W invece siamo già al lavoro. Posso già dire che saranno tutti 80+ Bronze.

 

 

 


   

SPECHTECH MOD

 

 Qui sotto vi mostriamo la lista degli amperaggi consigliati, dal produttore NVIDIA, per alimentare le moderne schede grafiche:

PSU NVIDIA 

NOTA ErP Lot 6 2013: questa certificazione significa che il sistema segue la nuova direttiva Europea “eco-design” ErP Lot 6 2013, ovvero che l’alimentatore consuma meno di 0.5W nello standby mode*), a causa di una circuteria di alimentazione 5Vsb molto efficiente.

*: solo in combinazione con una scheda madre avente la medesima certificazione ErP Lot 6 2013

 


Non ci dilunghiamo molto sulla confezione esterna in quanto le immagini sono particolarmente esplicative, comunque sia la confezione è di buona qualità, anche se avremmo gradito un quantitativo di informazioni maggiore posteriormente, tra cui la lunghezza dei connettori o eventuali dettagli sulla rumorosità. Dati i test di carico, che come vedremo hanno dato un risultato molto positivo, sarebbe anche carino leggere qualche curiosità sull’utilizzo estremo di questo modello, con configurazioni molto potenti. L’imballo interno è ottimo, a tal punto che nonostante la confezione, per pura casualità, sia arrivata con una botta nella parte inferiore sinistra (in corrispondenza della protezione interna della scocca, in queste fotografie non si nota per via della diversa scatola), l’imballo interno è stato in grado di attutire completamente l’urto, e salvare l’alimentatore da danni strutturali. Sembra un dettaglio, ma anche questo è importante.:

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All’interno della confezione troveremo la dotazione, leggermente superiore allo standard per via della presenza di fascette di cablaggio proprietarie, del connettore di alimentazione AC C13 e del manuale:

  • l’alimentatore
  • pacco cavi modulari in una confezione separata
  • cavo di alimentazione dedicato CA
  • sacchetto con viti
  • fascette di cablaggio

 

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Ricordiamo che è parzialmente modulare, ma forniremo una descrizione dettagliata dei cavi nei capitoli successivi.

 

  • Cavi Fissi:
  • (1)Mainboard 20+ 4 PIN, 53cm
  • (1)4+4 PIN, 58cm

 

    Cavi modulari:
  • (1)4+4 PIN, 58cm
  • (2)PCI-E 8+(6+2) PIN, 60+15cm
  • (3)SATAx4 45+15+15+15cm
  • (2)MLXx4 45+15+15+15cm

 

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Forniamo le fotografie del manuale:

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L'alimentatore in questione, stando a quanto emerso dalle conversazioni precedenti ed anche dalla presentazione del prodotto, è stato progettato per massimizzare il suo rapporto prezzo/performance. In casi del genere quindi possono esserci dei tagli sul costo di presentazione grafica dell'unità, di pubblicità, di cavetteria e di stile del telaio, ma non di ventilazione interna, di componentistica (con qualche riserva) e protezioni, come vedremo. Dato il prezzo aggressivo, si è scelta la certificazione 80 Plus Bronze anche per questa ragione, perché purtroppo mantenere certificazioni superiori incide nettamente sul costo di produzione, e su altre componenti accessorie che avrebbero fatto lievitare il prezzo di acquisto. A conti fatti, al 50% del carico siamo attorno all'85% e se consideriamo il wattaggio questo significa che potremmo avere una confiugurazione in SLI quasi al massimo dell'efficienza di questo modello, con tutte le conseguenze del caso. 

 

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Analisi dell’esterno

Analizzando brevemente il telaio esterno possiamo dire che è abbastanza standard. Posteriormente troviamo le connessioni semi-modulari, ripartite per colore (in Rosso le PCI-E). Il connettore di alimentazione in ingresso ha lo standard C14, quindi di dimensioni classiche ed il pulsante similmente non differisce dallo standard. La ventola utilizzata è da 140mm ed è un modello di un notissimo produttore, presente quindi in alimentatori di fascia Enthusiast, come vedremo nei prossimi capitoli. Lo sticker superiore rende impossibile la lettura delle specifiche all’interno del cabinet quindi sarebbe opportuno posizionarlo al lato destro, proprio dove troviamo il logo Nilox. La verniciatura è ottima e non sono presenti sbavature od imperfezioni.

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NOTA CONNETTORI: facciamo presente che sarebbe opportuno che i produttori standardizzassero gli ingressi posteriori perché ciò potrebbe permettere l’inserimento di altri cavi standard qualora fosse necessario, o qualora vadano perduti quelli originari. La mancata standardizzazione in molti casi può essere più un problema che un fattore positivo per l’utenza finale, anche se comunque in questo caso siamo dinanzi allo standard.

 

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Lateralmente, in alto, c’è uno sticker che segnala la perdita della garanzia della casa produttrice qualora dovesse essere rimosso o forato, per permettere lo smontaggio della scocca, cosa presente nella quasi totalità degli alimentatori attualmente in commercio. Posteriormente sono presenti invece le classiche fessure d’aerazione, esagonali a nido d’ape assieme all’ingresso della corrente.

 


Ora procediamo invece all’analisi delle componenti presenti all’interno della scocca di protezione esterna.

 

É presente la certificazione di Ecova Plug Load Solutions e quindi l’unità viene pubblicizzata come avente un’efficienza minima dell'82%, con picchi superiori all'85% al 50% del carico, come detto in precedenza. Un elevato valore di quest’ultimo parametro permette un minore consumo elettrico e quindi un inferiore costo della bolletta elettrica alla fine del mese; ciò consegue un’operatività più silenziosa dovuta al minore calore generato ed infine la consapevolezza di avere un prodotto decisamente più rispettoso delle problematiche ambientali inerenti allo spreco di energia elettrica.

 

 

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ATTENZIONE: Ricordiamo che questa procedura, per via della rimozione di un numero molto elevato di viti e della rottura del sigillo di garanzia, invalida quest’ultima (5 anni di garanzia !). L’apertura quindi è altamente sconsigliata a meno che non sia scaduta la garanzia e che sia necessario cambiare la ventola, o eseguire direttamente riparazioni o misurazioni (da effettuare solo da personale esperto e qualificato). L’apertura dello scudo esterno di protezione richiede una certa manualità quindi vi invitiamo caldamente a fare la massima attenzione durante questo processo, anche per evitare che si possa spanare qualcuna delle viti.

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Primario: comparti di filtrazione delle EMI ed RFI e switch primario

L'impatto iniziale è con la poderosa ventola superiore da 140mm, la quale denota la compattezza dell'unità. Si è cercato di sfruttare al massimo lo spazio sottostante. Il produttore è CWT, il quale è stato scelto da molti marchi con esperienza nel settore, tra cui ad esempio Corsair. Una volta rimossa la ventola, che presenta un connettore particolare a 4 Pin, si nota un design certamente impegnativo sotto il punto di vista della dissipazione, ragion per cui la scelta della ventola non è casuale, anzi permette di stare sicuri sotto il punto di vista termico. 

 

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Il primo elemento di un alimentatore moderno è il sistema di filtraggio delle emissioni elettromagnetiche e radio, precisamente l’EMI/RFI Transient Filter. Viene posizionato necessariamente dietro all’ingresso della corrente AC e sono state incluse le necessarie componenti affinché non ci siano interferenze elettromagnetiche, tra cui due condensatori ad Y nel primo stadio; a seguire sul PCB principale troviamo un MOV  (MOV: Metal Oxide Varistor), un condensatore ad X, un induttore toroidale, due condensatori ad Y, un altro condensatore ad X ed infine un altro induttore toroidale.

 

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NOTA GENERICA: il transient filtering stage viene posizionato necessariamente dietro all’ingresso della corrente AC  e devono essere incluse le necessarie componenti affinché non ci siano interferenze elettromagnetiche. In merito al varistore (MOV, Metal Oxide Varistor), quest’ultima è sostanzialmente una resistenza, voltaggio-dipendente, che protegge l’alimentatore ed il sistema da picchi di voltaggio provenienti dalla rete elettrica esterna. Vi ricordiamo che se un alimentatore non è dotato di un MOV nell’EMI/RFI Transient Filter si dovrebbe sempre utilizzare il proprio sistema con un gruppo di continuità (o UPS), che agirà da filtro a protezione dei picchi di voltaggio; questi ultimi potrebbero danneggiare seriamente non solo l’alimentatore stesso ma anche l’intero sistema! In alcuni casi questa componente viene rimossa per ragioni di costo di produzione, e progettazione.

 

A seguire gli elementi del ponte raddrizzatore (Purtroppo non ci sono identificativi ma sembra essere un GBU806C, della HY ELECTRONIC CORP.), un grande induttore toroidale, MOSFET per la PFC sul Bridge Rectifier ed un condensatore elettrolitico Aishi, da 400V e 470μF, certificato a 85°C. 

http://i01.i.aliimg.com/wsphoto/v0/1186168071/Aishi-electrolytic-font-b-capacitor-b-font-font-b-470uf-b-font-font-b-400v-b.jpg

 

NOTA GENERICA: i condensatori del circuito primario agiscono come buffer e sono molto importanti perché la loro presenza aiuta a proteggere il nostro alimentatore ed il computer stesso da pericolosi sbalzi di tensione e generalmente vengono collegati in parallelo al fine di sommare le singole capacità o, alternativamente, per modelli meno potenti. La tipologia dei condensatori utilizzata è quindi molto importante perché la vita di queste componenti si dimezza in base all’aumento della temperatura di ogni 10 gradi Celsius, sotto un normale carico di lavoro; questo significa che utilizzando modelli di condensatori capaci di gestire, senza il minimo problema anche 105 gradi Celsius, la durata della loro vita potrebbe essere addirittura pari al doppio rispetto a modelli standard da 85 gradi Celsius! Questo fattore è uno dei più sponsorizzati nel campo degli SMPS, non a caso ci si vanta della presenza di condensatori giapponesi nella propria unità, capaci appunto di sopportare temperature maggiori e quindi prolungare la vita stessa dell’unità.

 

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Purtroppo data la peculiare struttura di questo modello, senza dissaldare l'unità, si è reso quasi impossibile riuscire a mostrarvi i controller e le componenti poste tra i vari PCB verticali. Ad esempio, direttamente dietro al PCB con due MOSFET FQA 24N50 della Fairchild Semiconductor (CLICCA e CLICCA), è posto un controller combo PFC/PWM, sempre su di un PCB verticale. Non ci siamo fatti perdere d'animo però, poiché siamo riusciti a identificarlo. Controller PFC/PWM Champion CM 6800TX. Purtroppo è qualitativamente inferiore al CM6502S, che offre una migliore efficienza rispetto ai classici CM6800 e CM6802 IC, comunque sia dato che è un 80 Plus Bronze rientra perfettamente nella tipologia, ed è perfettamente adatto allo scopo. Questo controller è presente su un grandissimo numero di unità, quindi nessuna novità. Per ovvie ragioni non è possibile fornirvi una foto diretta del PCB dedicato, che però presenta la dicitura 2013 Rev 0.2. Da notare che gli stessi MOSFET sono presenti accanto all condensatore primario, quindi in totale sono 4. Davanti al PCB verticale del controller Champion troviamo un diodo QH08TZ600 di Power Integrations, le cui caratteristiche tecniche sono accessibili al seguente link:

 

Diodo

 

NOTA GENERICA: la colla sul PCB che osservate è uno dei nuovi standard di montaggio, perché così facendo si posizionano prima le componenti sul PCB inferiore, poi si fa in modo che aderiscano al PCB tramite l’adesivo termico ed infine  c’è l’inserimento dell’intera struttura nella macchina di saldatura a onda (senza Piombo presumibilmente). Così facendo si ottiene una qualità di assemblaggio, e conseguentemente di saldatura, migliore.

 

Trasformatore e secondario

 

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Nel secondario troviamo due Trasformatori, quello primario per la +12V e quello secondario per la rail minore, da +5VSB. Nel secondario, complice l’utilizzo di un design DC-DC, i voltaggi +5V e +3V sono ricavati dalla rail principale +12V. Ciò porta ad una maggiore efficienza, voltaggi in uscita più puliti (basso ripple e noise) ed una perfetta regolazione del voltaggio, che appunto ci ha soddisfatto nel testo sotto carico, in full load al 100%. Sempre nel secondario troviamo l'utilizzo di condensatori CapXon e KF ca 105'C, di diverso voltaggio e capacità. Il sistema di dissipazione è adatto, anche se sembra inferiore rispetto a varianti della concorrenza, che si differenziano anche per tipologia dei radiatori e generalmente per la presenza di un altro condensatore sul primario. Non a caso ne vengono adottati due in parallelo, con capacità inferiori, in questo caso però se ne è scelto uno solo, con capacità ovviamente superiori, ma sotto i 500uF (microFarad) . La qualità nell’assemblaggio si attesta su buoni livelli e sebbene però non siano utilizzate componenti top di gamma, l’impressione generale è buona. Non esprimiamo commenti per la parte posteriore del PCB in quanto non è stato possibile rimuoverla. Il produttore ha scelto un design single-rail, potenziando quindi la specifica ATX 12V che prevede un utilizzo di rail separate aventi un valore massimo di non oltre 20A. Il PCB delle connessioni modulari è posizionato sulla sinistra e non presenta particolari degni di nota, eccetto dei condensatori polimerici e la presenza di un chip  AFW AP8CW.

 

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NOTA SINGLE/MULTI RAIL: è meglio single o multi-rail ? Il problema sarebbe un tantino complesso da affrontare perché sarebbero molti i parametri da discutere ed approfondire, però con alimentatori di fascia alta generalmente non c’è differenza. Il fatto che ci siano Single Rail, specifiche e dedicate, porta ad una generale ripartizione migliore dei cavi, e della corrente in uscita, rispettando quindi la specifica Intel nella ripartizione della potenza. Molti alimentatori multi rail in realtà non sono altro che single rail con saldature più o meno curate. Gli alimentatori Single Rail sono molto apprezzati per l’overclock estremo in quanto spesso si eccedono le limitazioni imposte dallo standard ATX sulla singola linea. In questo caso siamo dinanzi ad un alimentatore di questa categoria (Single Rail).

 

Quanto detto precedentemente corrisponde al vero, però bisogna anche ricordarsi che Intel stessa specifica che gli SMPS dovrebbero avere sistemi multi-rail con corrente massima di 20A per canale. In questo caso siamo dinanzi ad un valore pari a tre volte e mezzo tanto.

 

Ricapitolando la qualità delle componenti risulta essere buona, a maggior ragione dato l'utilizzo di condensatori di qualità nel secondario, ma non eccelsa; l’assemblaggio è buono, sia del PCB principale e sia delle AIB (add-in-boards) e le prestazioni complessive ci hanno convinto, uno dei fattori realmente importanti.

 


Un alimentatore, per essere di ottima qualità, deve possedere un elevato numero di protezioni; analizziamo quali sono quelle principali e quali, tra queste, sono state utilizzate per questo modello.

 

Meccanismi di protezione e PCB

Generalmente queste sono le protezioni più diffuse ed a destra ne riportiamo, o meno la presenza:

  • OCP, si
  • OPP, si
  • OTP, non specificato ma presente
  • OVP, si
  • SCP, si
  • UVP, si
  • SIP, non specificato
  • NLO, non specificato
  • BOP,  non specificato

 

Molti di voi però si staranno chiedendo cosa significano queste sigle, scopriamolo insieme:

“OCP”- L’Over Current Protection è un meccanismo che impedisce l’arrivo di una corrente eccessiva sulla singola linea di alimentazione. Questo sistema porta a far si che non ci siano sovraccarichi dell’alimentatore, che potrebbero causare danni anche alla rete elettrica. Questa protezione è richiesta dallo standard di produzione ATX12V. E’ una protezione molto importante, che possiamo trovare d’altronde persino nei contatori delle nostre abitazioni; basa il proprio funzionamento su uno strumento chiamato “Circuit Breaker”, che è la moderna evoluzione dei fusibili, su piccola e larga scala. I padri ispiratori sono stati Joseph Henry ed un certo sconosciuto ‘’Michael Faraday’’ (uno dei pionieri nel campo dell’elettrochimica e dell’elettromagnetismo), anche se poi venne brevettato per la prima volta da Thomas Edison nel 1879 ( anche se poi lui stesso, commercialmente, utilizzò il sistema dei fusibili ); i moderni sistemi invece traggono origine dal progetto dell’ingegnere tedesco Hugo Stotz. Il “National Electrical Safety Code®” riporta la seguente dicitura: “any current in excess of the rated current of equipment or the ampacity of a conductor. It may result from overload, short circuit, or ground fault (Article 100-definitions)”.

“OPP” – Chiamata comunemente Overload Protection oppure Over Power Protection, si intende il meccanismo di protezione contro il sovraccarico dell'alimentatore (senza il limite per le singole rail). In sostanza spegne l’alimentatore qualora la tensione dovesse andare fuori specifica per un tempo superiore ad 80ms, grazie ad un circuit breaker (o peggio un fusibile) che agisce in base alla tipologia di OPP utilizzata ovvero istantanea oppure a tempo (TOC). E’ definita quindi come un carico di corrente che eccede un dato ammontare a causa di un evento inatteso, appunto quindi il sovraccarico. In una buona parte dei casi l’alimentatore dovrebbe, e si usa il condizionale, attivare questa protezione qualora fosse necessario, ma dato che in linea teorica potrebbe essere attivata anche solo tramite la semplice transizione tra stato attivo e stato di riposto, viene attivata solo dopo un certo lasso di tempo, per discerne tra situazioni transienti oppure derivanti da un sovraccarico propriamente detto.

“OTP” – La protezione da sovra-temperatura ovviamente agisce contro il riscaldamento dell’unità, ed è una specifica richiesta nella normativa ‘’12V’’. L’ Over Temperature Protection è anche spesso associata a OLP(OverLoadProtection/OverPowerProtection). A tal fine vengono utilizzati sensori chiamati termistori, applicati sia sul PCB che su dissipatori passivi in alluminio.

“OVP” – L’ Over Voltage Protection è un’altra delle specifiche richieste dalla normativa “12V” ed è un meccanismo che fondamentalmente protegge l’alimentatore, e conseguentemente il sistema annesso, da una tensione eccessiva su una determinata rail. Ciò accade per via di un malfunzionamento nel secondario, e quindi in questi casi è necessario abortire le operazioni per evitare danni strutturali, derivanti da una corrente eccessiva che fa aumentare sensibilmente la tensione sul singolo canale, che potrebbe andare oltre quella da specifica. E’ proprio qui che dovrebbe agire il controllo.

“SCP” - La Short Circuit Protection è una protezione contro i cosiddetti corto-circuiti, e quando ne viene rilevato uno viene immediatamente interrotta l'alimentazione all’unità. Questa è una delle protezioni più diffuse negli SMPS.

“UPV” – Questa è invece l’ Under Voltage Protection, che al contrario protegge da una bassa tensione sulle linee di uscita. Si è visto, con frequenza molto minore, che sebbene basse tensioni non riescano a danneggiare i componenti dell’alimentatore, sarebbe possibile invece che possano pregiudicarne la stabilità. Come è possibile osservare dal grafico, tramite l’analisi mediante un oscilloscopio, grazie all’ausilio di uno specifico circuito di protezione è possibile limitare di molto la stabilità di una determinata rail. Nella prima situazione possiamo osservare il repentino aumento della corrente nel finale, nella seconda invece il conseguente abbassamento di tensione senza un circuito UVP, mentre infine nella terza il comportamento qualora fosse presente. Questo circuito permette di non andare sotto i 5mV, grazie ad un supplemento di voltaggio addizionale qualora si dovesse scendere sotto questa soglia.

Grafico UVP grande

“SIP” - Oltre a queste è presente la protezione SIP ovvero la “Surge&Inrush Current” protection. Quando un dispositivo elettrico si accende per la prima volta c’è un picco di corrente in entrata, istantaneo. Questo porta alla necessità, da parte dei circuiti di protezione OCP, di reagire immediatamente per sovraccaricare o cortocicuitare, ma non interrompere il circuito quando la corrente, generalmente inoffensiva, fluisce. Questa protezione è possibile tramite l’adozione di dispositivi contenenti ossidi di metallo ceramici, capaci di sopprimere larghe correnti in entrata. E’ da notare che generalmente non viene menzionato, sebbene invece sia comunque presente negli alimentatori di buona qualità. Menzionarlo probabilmente è più un fattore di marketing, che altro.

“NLO” – Stiamo parlando della No Load Protection ovvero un sistema che permette di accendersi anche qualora non ci fosse carico nelle sue linee di uscita. Stando alle informazioni riportate in portali di elettronica, non è una protezione vera e propria, quanto piuttosto uno standard di riferimento.

“BOP” – La Brown Out Protection implica la presenza di un meccanismo di compensazione per un intenzionale, o non intenzionale, calo di voltaggio in un SMPS. Questa pratica di ridurre il voltaggio improvvisamente è utilizzata in casi di emergenza per ridurre il carico di potenza in uscita. Questa riduzione  è tale per periodi prefissati, da minuti ad ore. In caso di Blackout può addirittura essere imposta come misura preventiva dell’ultimo secondo. Nel caso delle periferiche che utilizzano questi sistemi di protezione (quindi SMPS dato che stiamo parlando di alimentatori), non ci saranno problemi in questi casi. E’ da notare che generalmente non viene menzionato, sebbene invece sia comunque presente negli alimentatori di buona qualità. Menzionarlo probabilmente è più un fattore di marketing, che altro.

 

Riassumendo, quasi tutte ! 

 


 

Meccanismi di dissipazione, ventola e rumorosità

Si è scelto di adottare una ventola del produttore yateloon, precisamente la D14BH-12, avente queste caratteristiche: DC12V, 0.70A ed un bearing della tipologia "Ball". La conformazione è classica, quindi presenta 7 pale ed il colore è interamente nero. Yate loon è un produttore molto famoso e diffuso, non a caso è la ventola utilizzata nel vecchio top di gamma Corsair AX1200W ! Ecco il link del produttore:

http://www.yateloon.com/style/content/CN-02c/product_detail.asp?lang=2&customer_id=1356&name_id=31277&rid=8511&id=38839

 

140x140x25, 12V, 2800RPM massimi, 140CFM teorici per 48.5 dB, e Ball bearing. Insomma, una ventola molto potente sulla carta, ma quindi tarata in base all'alimentatore utilizzato. Nel nostro caso, permetterà un'ottima ventilazione ma senza eccedere nel rumore con carichi intermedi. Certamente, sotto carico commincerà ad isolarsi dal resto e sarà certamente udibile, specialmente con un carico del 90%. A tal proposito, ricordiamo che sarebbe opportuno utilizzare un alimentatore entro l'80% del carico massimo nominale. Data l’assenza di un simulatore di carico dedicato, purtroppo non possiamo fornirvi misurazioni dirette, anche perché la rumorosità del sistema di test era molto superiore a quella dell’alimentatore ma non c'`e di che preoccuparsi, con carichi intermedi sarà valida. Qualora foste interessati a sostituirla, pena il decadimento della garanzia, esiste una piccola guida per l'integrazione di una Noctua NF-A14 FLX, al fine di avere, mediante un piccolo riduttore, performance valide ma nel totale silenzio anche sotto carico.

http://www.overclock.net/t/1371958/yate-loon-d14bh-12-fan-from-ax1200

 

Consigliamo comunque di non sostituirla, anche perché Nilox offre 5 anni di garanzia e sarebbe un peccato sprecarli. In  questo caso è necessario montare l’alimentatore alla solita maniera, ovvero con le fessure di ventilazione rivolte verso il basso ( per favorire l’espulsione posteriore ed evitare l’accumulo di polvere).

 

Nilox SRM-850 00010Nilox SRM-850 00011

 

Lunghezza cavi e modularità

La lunghezza dei cavi è mediamente buona, anche se forse il connettore da 20+4Pin è nella media. Sarebbe consigliabile utilizzare una prolunga di alimentazione in case dalle grandi dimensioni, anche se per quanto riguarda il connettore di alimentazione della CPU da 8 PIN posteriore non ci sono problemi, dato che raggiunge i 62cm. La modularità è parziale ma ciò, a conti fatti, incide poco nel cablaggio dato che i connettori inclusi sono quelli fondamentali per alimentare la scheda madre (20+4 e 4+4 Pin).

 

Sleeving e tipologia dei connettori

Ora però affrontiamo un discorso che potrebbe sembrare scontato, ma non lo è: lo sleeving dei connettori di alimentazione e la robustezza del sistema di aggancio dei singoli Pin. In linea teorica sarebbe possibile ipotizzare che un connettore piatto di alimentazione sia migliore di uno classico e molto rigido, vero? Purtroppo è vero in parte. Per esperienza personale, chi vi scrive, fa molta attenzione ad utilizzare prolunghe di alimentazione a 4 Pin Molex che non presentino sistemi di aggancio dei Pin molto rigidi, perche purtroppo l'interazione tra il Pin maschio e il Pin femmina ricevente è fondamentale sia per la stabilità, sia per il corretto funzionamento dell'unità. In diverse occasioni è successo che connettori lassi, hanno portato a problemi o deficit funzionali. Discutendo con Francesco Amore, il Product Manager di Nilox, in fase di overclock estremo anche questo elemento si è rivelato essere importante, poiché ad esempio utilizzando multimetri e sonde di misurazione poste all'interno dei singoli connettori, un contatto lasso può portare a problemi di rilevazione e contatto tra l'entrata ed uscita. In questo caso si è scelto di utilizzare una tipologia molto resistente, ed ovviamente questo ha i suoi pregi e difetti. Analizziamoli brevemente:

 

PRO dei cavi classici di elevata qualità, con Pin resistenti e ben serrati

  • elevata rigidità = stabilità delle tensioni
  • nessun gioco dopo l'inserimento del connettore maschio nella femmina
  • elevata pressione laterale sulle sonde elettriche
  • facile lettura dei voltaggi, in base al colore

 

CONTRO dei cavi classici di elevata qualità, con Pin resistenti e ben serrati

  • minore capacità di adattamento o cablaggio in case aventi piccole dimensioni
  • elevata resistenza all'inserimento delle sonde elettriche

 

PRO dei cavi slim o connettori Low-Cost, con Pin meno resistenti e più lassi

  • facilissimo cablaggio
  • inserimento delle sonde elettriche facilitato

 

CONTRO dei cavi slim o connettori Low-Cost, con Pin meno resistenti e più lassi

  • generalmente c'è una peggiore interazione tra i connettori maschio e femmina
  • possono esserci giochi/movimenti laterali dei singoli Pin
  • potrebbe esserci, in casi estremi ovvero soluzioni low-cost
  • qualora fossero interamente neri/colorati, sarebbe difficile risalire ai singoli voltaggi, senza schematiche o comparazioni con connettori standard

 

Insomma, ogni soluzione ha i propri pro e contro; tempo fa abbiamo analizzato brevemente i connettori SilverStone PP05 per gli alimentatori. Bene, in questo caso stiamo parlando però di connettori Slim, ma di fascia alta, che non presentano giochi o problemi simili a quelli menzionati in precedenza. Purtroppo però sono connettori molto particolari, che costano, ed in questo caso dato che si è scelto di risparmiare su componenti accessorie mantenendo una qualità elevata nella componentistica dell'alimentatore, si è scelto di adottare connettori rigidi, ma comunque di elevata fattura. Eccetto i problemi di rigidità, per il resto sono ottimi connettori e quindi non saranno problemi nella stabilità delle tensioni, e delle interazioni tra Pin maschi e femmina.

 

Riportiamo alcune fotografie dei cavi in dotazione:

 

Nilox SRM-850 00049

Nilox SRM-850 00050Nilox SRM-850 00051Nilox SRM-850 00052

 

 

Ora una domanda: quali sono le caratteristiche tecniche più importanti che vi porteranno ad optare per un modello di un alimentatore invece di un altro? Indubbiamente il rapporto prezzo/prestazioni, poi senza ombra di dubbio l’efficienza, la rumorosità sotto carico, gli amperaggi sulla linea da 12V, l’affidabilità complessiva, il raffreddamento (che però è correlato al rumore, in questo caso ottimo e basso), ed ultimo ma non per importanza la stabilità dei voltaggi sotto carico. L’insieme di questi valori porta un alimentatore ad essere un’ottima scelta, nel tempo; una componente che tende ad essere sottostimata durante la fase di assemblaggio di un PC. Al contrario l’alimentatore è una parte fondamentale, che vi permetterà appunto di alimentare sistemi potenti, possibilmente con stabilità e silenziosità. Nell’evoluzione degli alimentatori, nel corso degli anni la linea da +12V è cresciuta costantemente, per far fronte alle grandi richieste di corrente, prima proprie solo della CPU ed ora prevalentemente delle schede grafiche dedicate.

 

In questo caso siamo dinanzi ad un prodotto che è single rail, che presenta componenti di qualità e che come vedremo risulta interessante anche per quanto concerne le performance complessive.

 


Abbiamo deciso di testare l’alimentatore installandolo in un nostro sistema di test per verificare il comportamento in un caso reale, quindi soffermandoci su diverse situazioni ipotetiche che troverete nel vostro sistema. Stiamo realizzando una procedura di test rigorosa, tramite un simulatore di carico dedicato, purtroppo al momento tale sistema di test non è ancora ultimato, quindi dobbiamo fare necessariamente una simulazione di carico tramite un Personal Computer, analizzando varie situazioni che ci permetteranno di verificare il consumo, l’efficienza, il PFC e la stabilità dei voltaggi. Verranno anche fatti una serie di test per quanto concerne i bassi livelli di carico, al fine di verificarne l’efficienza; questo è particolarmente importante quando il PC è in IDLE con i sistemi di risparmio energetico attivati. Come software di test è stato utilizzato Prime95, per mandare sotto carico la CPU e FurMark invece per quanto riguarda la GPU. Le misurazioni in Volt sono state effettuate tramite l’analisi diretta grazie ad un multimetro professionale.  Sono stati rilevati i valori della tensione sulle varie linee verificandone la stabilità. Durante la prova, la temperatura ambientale è stata di circa 22.5 gradi centigradi.

 

Di seguito le specifiche della nostra piattaforma.

SYSPROVA CPU e GPU

 

 

Abbiamo scelto di utilizzare come CPU un Core i7 920 revisione D0 in quanto permette di stressare in modo adeguato l’alimentatore, grazie al suo TDP di circa 130W a default. Come strumentazione abbiamo utilizzato un multimetro per l’analisi dei voltaggi sulle tre rail e di un misuratore di potenza per determinare il carico assorbito alla presa ed il fattore di potenza. È stato utilizzato OCCT e FurMark a diverse risoluzioni, tali da consentire un utilizzo appropriato e parametrato della scheda video e del processore. Sono stati utilizzati diversi settaggi, alle seguenti frequenze di lavoro:

PARTEST

 

NOTA TEST: abbiamo una procedura particolare, con carichi seriali. Qui potete osservare i preset e le misurazioni di consumo AC. Per le misurazioni di efficienza fate riferimento a quelle di Ecova Plug Load Solutions, leader mondiale nelle certificazioni degli alimentatori e proprietario della certificazione 80 Plus. Nel prossimo capitolo osserveremo il comportamento nel dettaglio, analizzando la stabilità sotto carico sulle singole rail.

 


In questo capitolo prenderemo in esame alcuni dei fattori fondamentali per un alimentatore, l’efficienza e la stabilità sul canale dei 12V, quindi tutto ciò che riguarda la stabilità delle tensioni per la scheda madre, la CPU ed infine la scheda grafica. Al fine di darvi un giudizio complessivo migliore, anche riguardo l’efficienza dell’unità, vi riportiamo anche il test effettuato dall’azienda Plug Load Solutions, test che ne ha permesso la certificazione 80 Plus Bronze presso l’organizzazione 80plus.org, ente che certifica tutti gli alimentatori immessi nel mercato.

ECOVA

 
RESULTS
 

NOTA: facciamo presente che comunque le misurazioni di consumo sono indicative e sebbene siano presenti, la misurazione da prendere come parametro di riferimento è quella di Ecova Plug Load Solutions. Durante i test di carico se non si utilizza un simulatore, purtroppo non è possibile certificare il carico in A. Stesso dicasi per le misurazioni di temperatura, che dovrebbero essere condotte in un Hot-Box dedicato allo scopo, che purtroppo non è in nostro possesso (anche perché se fosse stato presente non sarebbe stato utilizzabile, data la procedura utilizzata).

 

La stabilità è ottima per le rail principali, risulta essere leggerissimamente sottotono la 5VSB ma nulla di sostanziale, tutti i valori entro i range di tolleranza. L’alimentatore risulta essere mediamente silenzioso, ma con carichi decisamente elevati comincerà a farsi sentire, come già detto in precedenza. Non siamo andati oltre la soglia dei 982W (AC) quindi consigliamo di fare lo stesso, qualora si dovesse procedere all’acquisto dell’unità. Non sono presenti rumori derivanti da condensatori fischianti e la gestione termica è valida.

 


 

argento

 

Prestazioni

4,5 stelle - copia

 

 Ottime

Prezzo

4,5 stelle - copia

 

Valido 

Design Esterno

4 stelle

 

Soddisfacente 

Design Interno

3,5 stelle

 

Valido, ma migliorabile 

Bundle

5 stelle - copia

 

Eccellente 

Ventilazione

4 stelle

 

Ottima ! 

Montaggio

4 stelle

 

Semi-modulare, ma con cavi molto rigidi e resistenti 

Complessivo

4 stelle

 

L’alimentatore SRM-850 ha dimostrato di essere una unità certamente interessante, capace e potente, non ha dato problemi con carichi molto impegnativi e soprattutto si è rivelata essere molto stabile. Questa è una caratteristica fondamentale per gli overclockers che necessitano di tensioni stabili e pulite per poter raggiungere le massime frequenze possibili in overclock. La piattaforma con design CWT ha dato l'ennesima dimostrazione della validità di questo design. Ovviamente dato che il prezzo è aggressivo, ci sono delle mancanze: alcune componenti dell'interno risentono del taglio sui costi di produzione, però in sostanza i risultati parlano chiaro e non ci sono ombre. Il discorso relativo ai connettori rigidi è certamente relativo all'utilizzo che si deve fare di questa unità, ma comunque sia sono resistenti e di qualità elevata, sebbene la concezione sia standard. Sotto questo punto di vista la standardizzazione del connettore non necessariamente è un fattore negativo, vi inviteremmo a confrontare lo spessore di questi connettori rispetto ad altri modelli con un MSRP leggermente inferiore, capireste in un attimo. Per il discorso silenziosità, siamo dinanzi ad un'ottima ventola, potente e capace, che ci fa stare tranquilli sia sull'affidabilità, sia sulle potenzialità. Può essere utilizzato in case poco areati e con un utilizzo 24/7. Il numero eccellente di protezioni poi ne certifica la bontà. il prezzo di acquisto è di circa 100/105 euro IVA compresa, quindi valido. Ve ne consigliamo l’acquisto.

 

PRO

  • Parzialmente modulare
  • Buona efficienza
  • Buona qualità costruttiva
  • Silenzioso entro un carico intermedio
  • Ottima stabilità nel complesso
  • Cavi in dotazione lunghi, eccetto il 20+4 Pin standard
  • Eccellente numero di protezioni

 

CONTRO

  • Qualche elemento nel design dell’unità migliorabile
  • Connettore da 20+4 Pin da aumentare fino a 60cm

 

Vi invitiamo a commenti e segnalazioni, siamo qui per aiutarvi e vi ringraziamo per la lettura.

Si ringrazia Nilox, nella persona di Francesco Amore, per il prodotto fornitoci in test

Trinca Matteo